Maggio/Giugno 2013 – Crociera Spedizione Isole Kurili e Komandorsky

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Era dall’anno 2000, quando per la prima volta mi sono avventurato nell’estremo oriente Russo, che non mi recavo alle isole Kurili e alle isole Komandorsky. A proposito delle prime scrissi allora un articolo per una rivista che oggi non viene più stampata e lo intitolai: “Dove le forze della natura si incontrano. Viaggio all’estremo oriente del globo: le isole Kurili, sconosciute e primordiali”. Niente è cambiato in questi 13 anni e quelle terre, che offrono spettacoli naturali unici, rimangono territorio off limits per molti viaggiatori. La stessa cosa vale per gran parte della costa della Kamchatka. Tutta la regione è un vero trionfo della natura in ogni sua dimostrazione, la flora, la fauna, i vulcani, l’oceano, tutto concorre a portare il visitatore all’origine della vita, ad essere sopraffatto di fronte ad una tale dimostrazione di forza.

 


 

RACCONTO

La prima parte del nostro viaggio si è svolta in Giappone, paese che per molti di noi è sinonimo di modernità e di grande densità di popolazione. In realtà molte zone del nord sono selvagge e scarsamente abitate e quindi ideali per gli appassionati di natura. Un esempio di questo è sicuramente rappresentato dalla piccola isola Rishirito, praticamente un vulcano alto 1700 metri al largo di Hokkaido. Man mano che ci si avvicina il grande vulcano mostra tutta la sua imponenza e ben presto ci si rende conto che ci si trova in un luogo remoto e primordiale ed infatti gli animali, in questo caso rappresentati da una dozzina di splendidi Delfini, non tardano a farsi vedere.
Dopo una visita a Yuzhno Sakhalinsk, città più importante dell’isola di Sakhalin, dovuta soprattutto a motivi doganali, eccoci finalmente nel mitico Mare di Okhotsk, chiamato anche “Frigorifero”. Soprannome che, come abbiamo avuto modo di verificare di persona, è evidentemente azzeccato. La piccola isola Tuleniy, nome che in Russo significa Foca, e anche in questo caso il nome si adatta perfettamente data la massiccia presenza di Otarie Orsine e di Leoni Marini di Steller, è infatti ancora circondata dai ghiacci. Non vi è altro mare nel mondo situato alla stessa latitudine, circa 48° N come Parigi, dove a fine Maggio vi sia ancora il pack. Questa piccola isola è una riserva naturale strettamente protetta che ospita, oltre ai pinnipedi, milioni di uccelli marini, in maggior parte Urie e Gabbiani Tridattili ma anche alcuni esemplari di Alca Minore Crestata.
Nebbia fitta e vento forte, queste le condizioni meteorologiche in prossimità di Brat Chirpoy, isolotto situato nel cuore delle Isole Kurili e nostra prossima meta. Un gruppo di Orche transita non lontano dalla nave e come per magia in un attimo il vento cala e la nebbia lascia spazio al sole. Niente di più normale da queste parti! Il vulcano fumante e le alte scogliere a picco sul mare offrono uno spettacolo mozzafiato, il mare è ricoperto da enormi alghe kelp tra cui fanno capolino alcune Lontre Marine e il cielo è fitto di uccelli marini, decine di migliaia di Gabbiani Tridattili, Fulmari e Alche volteggiano sulle nostre teste.
Sono passate poche ore e siamo nuovamente in balia di un forte vento proveniente dall’Oceano Pacifico che porta con sé anche nebbia e pioggia. Per ben due volte siamo costretti a cancellare le escursioni previste ma alla fine troviamo riparo lungo la costa occidentale dell’isola Shiashkotan. In piccoli gruppi, seguendo un ripido sentiero, abbiamo esplorato il luogo che mostra evidenti resti degli insediamenti militari Giapponesi e Russi.
Siamo ormai giunti nella parte più settentrionale dell’arcipelago delle Kurili ed il meteo non ci dà tregua; quando sbarchiamo ad Atlasova piove a dirotto! Il meraviglioso vulcano è completamente nascosto dalla nebbia ma noi procediamo all’esplorazione dei resti del campo di prigionia femminile che era presente sull’isola. Non osiamo immaginare le condizioni di vita di queste donne costrette a lavorare il pesce in un luogo così inospitale. Più tardi esploriamo l’ultima isola prima della Kamchatka; Shumshu fu teatro di una importante battaglia durante la Seconda Guerra Mondiale e ancora oggi sono ben visibili i bunker costruiti dai Giapponesi. Da terra notiamo alcune macchie scure in acqua, decidiamo di investigare e con grande gioia scopriamo che il mare circostante è occupato da alcune decine di Lontre Marine. Tra le alghe kelp si rotolano alcuni grossi maschi e spesso fanno capolino le femmine che trasportano i cuccioli sul ventre. Un incontro meraviglioso con una specie animale che a causa della caccia indiscriminata è stata molto vicina all’estinzione.
L’arrivo lungo la costa della Kamchatka ha portato con sé il sole e cosa più incredibile anche il caldo. C’è ancora parecchia neve sulle montagne che circondano la piccola baia Listvenichaya, il paesaggio è tipicamente invernale, risulta così facile vedere anche da grande distanza gli Orsi Bruni sullo sfondo bianco. Riusciamo ad avvistarne diversi esemplari insieme con alcune Aquile di Mare di Steller appollaiate su di un albero e numerose coloratissime Anatre Arlecchino sugli scogli. Dopo un piccolo spostamento giungiamo a Capo Kekurny con la sua colonia di enormi Leoni Marini di Steller, le Pulcinelle di Mare dai Ciuffi, le Lontre Marine, le Aquile…e soprattutto le Orche. Stare con i gommoni nel bel mezzo di una decina di animali distanti pochi metri è un’esperienza che difficilmente ci dimenticheremo!
Dopo una giornata dedicata alla visita di Petropavlovsk Kamchatsky eccoci ancora nella natura più selvaggia lungo la costa settentrionale della Kamchatka sotto un caldo sole e circondati da un calmo mare azzurro. Ad una lunga passeggiata lungo la bella spiaggia della baia Kamenistaya è seguita una magica escursione nella foce del fiume Chazma, arricchita dalla presenza di un Orso Bruno, che quasi “rovinava” l’escursione impedendoci lo sbarco, di un’Aquila di Mare di Steller e di alcune Strolaghe. La serata poi ha portato con sé una incredibile serie di avvistamenti di cetacei tra cui spiccano un Capodoglio, una Megattera e anche una rara, per queste acque, Balena Grigia.
L’isolotto Ariy Kamen presso l’isola di Bering, nell’arcipelago delle Komandorsky, era, tanto per cambiare circondato da una fitta nebbia e quindi invisibile, i molti uccelli che volteggiavano intorno alla nave indicavano però la presenza di terra. Trovata la giusta rotta abbiamo raggiunto alcune scogliere di basalto letteralmente ricoperte da uccelli marini: Pulcinelle dai Ciuffi e dal Corno, Cormorani Facciarossa, Urie di Brunnich, Gabbiani Glauchi, Gabbiani Tridattili e i rari Gabbiani Tridattili Zampe Rosse che nidificano solamente qui e in alcune altre isole nel nord Pacifico. Il pomeriggio passato al villaggio di Nikolskoye, unico insediamento dell’arcipelago, godendoci uno spettacolo folkloristico degli indigeni di etnia Aleut ha completato egregiamente la giornata.
Oggi niente nebbia, fin dalle prime ore dell’alba la foce del fiume Zhupanova, lungo la costa della Kamchatka, era ben visibile sotto uno splendido sole. Il fiume era ancora in parte ghiacciato e una miriade di Foche Comuni si crogiolavano al tiepido sole, alcune Aquile di Mare di Steller ci osservavano con curiosità mentre eravamo intenti a fotografare alcune Sterne Comuni. In serata una breve crociera nella baia Morzhovaya, resa magica dalla calda luce del tramonto, concludeva la nostra meravigliosa avventura.


MAPPA DEL VIAGGIO

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FOTO E IMMAGINI