Alberto Caspani

Alberto Caspani

Laureato in filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi sul tema “Controllo e trasgressione in Michel Foucault”, Alberto Caspani lavora come giornalista freelance principalmente nel settore viaggi. Le numerose trasferte gli hanno permesso di sviluppare sul campo studi comparati delle principali tradizioni spirituali e filosofiche in Asia, in Africa, nelle Americhe e in Oceania, collaborando con fra gli altri con la Teosophical Society di Chennai (India), il Kaurna Cultural Centre di Adelaide (Australia), il Dungur Shamans Centre di Kyzyl (Russia), il Tibetisches Buddhistisches Zentrum di Huettenberg (Austria), nonché con l’Atelier Immaginale gestito dall’Associazione Iris presso l’università Bicocca di Milano. Diverse le spedizioni realizzate negli anni, le più recenti nell’Artico russo (2012), così come nella foresta equatoriale del Gabon (2011), per i territori contesi del Kashmir (2009) sino alle remote aree delle tribù cannibali di Papua (2008), durante le quali si sono intervallate iniziazioni a culti locali come il bwiti o lo sciamanesimo yakuto e tuvino.
Quando risiede a Biassono, piccolo Comune della Brianza, collabora con il museo civico locale (www.museobiassono.it) e il Gruppo ricerche archeostoriche del Lambro, tenendo seminari di filosofia presso l’Università del tempo libero.
Free lance journalist
Il Giorno,
Travel Quotidiano,
Russia Oggi,
Viaggiando,
Gruppo Editoriale l’Espresso,
Altrimenti
http://albertocaspani.blogspot.it
http://altrimentimag.blogspot.it

Bruno Bocchi

Bruno Bocchi

Milanese di origine, Bellagino di adozione ..A cinque anni girava l’Europa con i suoi genitori, quando si spedivano ancora i bauli, così ha finito per interessarsi alla storia e geografia, con particolare riguardo alle imprese degli esploratori italiani, nonché di civiltà scomparse, usi e costumi di minoranze etniche e naturalismo, dedicando la maggior parte del suo tempo libero allo studio ed approfondimento di tali materie coniugandole con ricerche dirette sul campo.
Per la passione dei vecchi libri di viaggio, che porta con sé, viene definito “un romantico viaggiatore”.
Vanta al suo attivo numerosi viaggi ed esplorazioni in diversi Paesi: Dalle Ande alle fredde steppe della Mongolia, dall’Artico ed Antartico alla lussureggiante India, dal Medio Oriente all’Oceania, dal desolato Labrador all’immensa Africa dove trova sempre una motivazione per ritornarci.
Inoltre ha effettuato via terra le seguenti attraversate:
Da X’ian a Samarcanda  (via della seta) –
Da Khartoum al Cairo (attraversando il Lago Nasser, il Gran Mare di Sabbia ed il Deserto Bianco) –
Da Khartoum a Gibuti (attraversando la Dancalia) –
Da Addis Abeba a Nairobi (ridiscesa del fiume Omo e navigazione da nord a sud del lago Turkana) –
Da Nairobi al Lago Edward o Idi Amin –
Attraversato tutta la PapuaN.G. fino a Jaiapura (Irian Jaya) poi fra i Dani e a sud fra gli Asmat
Da Milano a Niamey (Niger), via Mediterraneo – Tunisia – Algeria  con due fuoristrada
Da Douala (Cameroun) fino al confine con il Congo, nella foresta equatoriale, con i Pigmei Baka
Spedizione in Labrador con due fuoristrada Km.12.000 Trans Taiga e Trans Labrador, con il patrocinio della Società Geografica Italiana
Prima spedizione in Sudan dai Nuba dopo il conflitto bellico.
Vanta al suo attivo numerosi viaggi ed esplorazioni in più di cento Stati.
-Ha pubblicato per alcune riviste articoli di viaggio
-Tenuto conferenze presso associazioni culturali e no profit
-Ottenuto il primo premio per la fotografia “Appunti di viaggio” (giuria fotografi) ad Immagimondo 2003
-Selezionato con due film al XXIX Festival Internazionale del Film Turistico 2004
-Partecipato a trasmissione televisive (RAI Utile)
-Socio del Circolo Polare Artico in Milano
-Pubblicato il libro: “Murrine….racconti di viaggi” (BIBLION Edizioni)
-Pubblicato il libro: “Cauri…raccolta africana di emozioni, pensieri e piccole storie di viaggi”
-Pubblicato il libro: “Le scarpe raccontano…”
-Pubblicato il libro: “Matrioska”

Enrico Mazzoli

Enrico Mazzoli

Nato a Trieste il 25 Febbraio 1953, laureato in scienze politiche, è Tenente Colonnello della Polizia Municipale della sua città. Iscritto al CAI Sezione XXX Ottobre dall’età di 16 anni, ha effettuato quasi un migliaio di ascensioni lungo tutto l’arco alpino, trovando l’ambiente a lui più confacente nelle ghiacciate Alpi Occidentali e Centrali. Negli ultimi anni si è dedicato ai viaggi naturalistici ed etnografici extraeuropei, con una particolare predilezione per le regioni Africane. Nell’ambito del progetto “Etiopia Identità e Sviluppo” diretto dall’etnologo Gianluca Frinchillucci, è stato uno dei fondatori, in Etiopia, del Museo Etnografico della Cultura Oromo, inaugurato a Kofele nell’estate del 2007. Nel 2005 ha maturato la sua prima esperienza polare con una traversata in slitta lungo la costa orientale Groenlandese seguita, nel 2007, da una spedizione alle Svalbard organizzata sempre da Gianluca Frinchillucci, in occasione dell’Anno Polare Internazionale 2007-2009. Giornalista pubblicista appassionato di ricerca storica, ha pubblicato numerosi libri tra i quali, rimanendo alle tematiche polari – “Dall’Adriatico ai Ghiacci – ufficiali dell’Austria/Ungheria con i loro marinai Istriani, Fiumani e Dalmati alla conquista dell’Artico”, dato alle stampe nel 2003 dal Museo Nazionale dell’Antartide “Felice Ippolito” (Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli). Quindi nel 2007 “Viaggio ai Confini del Mondo – la spedizione polare Weyprecht/Payer, alle origini dell’Anno Polare Internazionale 2007-2008”, uscito nella collana “Circolo Polare” della Biblion Edizioni di Milano. Ha collaborato, assieme ad altri autori, alla realizzazione del volume “Carl Weyprecht (1838-1881) Seeheld, Polarforscher, Geophysiker” edito nel 2008 dall’ Accademia delle Scienze dell’Austria, così come alla stesura del libro “Dai Ghiacci allo Spazio – la storia dell’ufficiale di Marina Carl Weyprecht, alle origini degli anni internazionali 2007-2009”, in via di stampa per conto del Museo Nazionale dell’Antartide “Felice Ippolito” (Edizioni Biblion – Milano).

Frank Berger

Frank Berger

Tedesco, nato 1957. Parla Tedesco, Inglese, Francese, Italiano. Ha studiato storia, filologia e archeologia presso Muenster e Bochum. Tesi di laurea nel 1990. Membro del Istituto Archeologico Tedesco. Impiegato scientifico del Kestner-Museum Hannover dal 1985 al 1997 e successivamente funzionario scientifico del Historisches Museum Frankfurt, carica che ricopre ancora oggi. E’ inoltre docente presso le università di Hannover e Francoforte. E’ uno degli storici polari tedeschi contemporanei più importanti. Autore di ben 17 libri storici, tra questi vanno menzionati:
Theodor Lerner. Polarfahrer. Im Banne der Arktis, Zurigo 2005
Frankfurt und der Nordpol, Francoforte 2007
Carl Weyprecht. Seeheld – Polarforscher – Geophysiker, Vienna 2008

Ko de Korte

Ko de Korte

Olandese, primogenito di un contadino dello Zeeland, una regione conosciuta per i suoi abitanti estremamente religiosi e conservatori. L’unico modo di fuggire era probabilmente prendere il volo come un uccello. Ko si sentiva già irrequieto durante le scuole superiori, sensazione che gli faceva desiderare la fuga da quell’ambiente opprimente. Spesso si recava lungo la vicina costa del Mare del Nord per osservare gli uccelli. Qualche volta sognava di scappare leggendo un libro di ragazzi coraggiosi che viaggiavano nelle regioni più remote della terra.
Finita la scuola superiore, Ko si trasferì ad Amsterdam per studiare biologia alla Free University (1961-73). L’università fu l’unico luogo a lui permesso in questa città del diavolo. I suoi studi gli offrirono molte opportunità di volare via.
Dopo alcuni anni più tranquilli la sensazione di inquietudine ritornò e nel 1965 Ko affrontò il suo primo grande viaggio in mare a bordo di un peschereccio per il merluzzo Norvegese. L’uccello finalmente ebbe la possibilità di volare verso l’ignoto. Nel 1966, Ko lavorò come aiutante nella mensa di una nave Norvegese per il trasporto di carbone diretta allo Spitsbergen. Una volta giunto a Longyearbyen abbandonò di nascosto la nave e restò ad esplorare l’isola. Da quel preciso momento in poi l’uccello non smise più di volare e visitò le aree Polari innumerevoli volte.
Il risultato del suo lavoro è documentato in più di 70 pubblicazioni scientifiche.
Oltre alla sua attività scientifica Ko ha anche organizzato molti viaggi per turisti in Artico per “Stichting Plancius” di Amsterdam. Quando nel 1992 Oceanwide Expeditions ha acquistato Stichting Plancius Ko ha continuato a lavorare per essa nel mondo del turismo.
Ko ha sempre provato una grande attrazione per la natura selvaggia. Così come il poeta e medico di bordo Slauerhoff sembra che Ko abbia un senso di inquietudine e un forte desiderio di trovare gli ultimi luoghi vergini della terra. Guidato da un’energia inesauribile ha viaggiato da un luogo remoto all’altro cercando il luogo perfetto dove sentirsi a casa.

Morten Jørgensen

Morten Jørgensen

Morten è Danese e fin dalla giovane età ha mostrato interesse per la natura e gli animali. Ha viaggiato tutta la vita, da bambino ha vissuto con i suoi genitori in Afghanistan, Tanzania e Malesia, più tardi in età adulta ha visitato tutti sette i continenti.
Dal 1997, viaggia in Artico, lavorando come guida, lecturer, driver di gommoni e capo spedizione su navi da crociera. Dal 2000, svolge la stessa professione in Antartico. Ha anche lavorato in zone tropicali e temperate degli Oceani Indiano, Pacifico e Atlantico. Durante gli ultimi 25 anni, Morten si è occupato di ornitologia, una passione che non gli ha però impedito di amare anche i mammiferi marini, balene e delfini, foche e orsi polari. Ma rimane comunque affascianto da ogni tipo di ambiente naturale. E’ in grado di tenere conferenze di alto livello su uccelli, mammiferi e altri animali, così come su una serie di argomenti relativi all’uomo e all’ambiente (specialmente polare) per quanto concerne la catena alimentare, il ghiaccio marino e dei ghiacciai, etc., supportate dalle sue fotografie. E’ un ottimo fotografo.
Morten è molto preparato nel trovare e osservare gli animali, siano essi uccelli, mammiferi. Ama molto condividere l’avventura di viaggiare in luoghi remoti con i passeggeri e non dimentica mai di sensibilizzare i visitatori sulla sensibilità di queste aree e dei suoi abitanti, insistendo sulla loro vulnerabilità, sulla conservazione e sulla sostenibilità.