Leonardo Bonzi

Leonardo Bonzi

Leonardo Bonzi (l’uomo che partiva sempre), nacque a Milano il 22 dicembre 1902 da antica famiglia nobile cremasca, si laureò sia in giurisprudenza che in economia e commercio, tuttavia non era tagliato per una vita tranquilla, così fin da giovane si dedicò agli sport quali: il tennis, dove vinse alcuni campionati italiani, il bob a 2 e a 4-5 con cui partecipò alle Olimpiadi invernali di Chamonix del 1924, agli sci e scalate, ma la sua grande passione però fu l’aereo. Divenne un abilissimo pilota, sua la trasvolata Roma – Addis Abeba, 1400 chilometri con un piccolo aereo da turismo. Pilota anche nel periodo della guerra tanto che fu insignito della Medaglia d’Oro dell’Arma Azzurra e fu premiato dal Re Vittorio Emanuele III, da Cesare Balbo, dal Re di Danimarca, dal Federmaresciallo Kesserling e dal Field-Marshal Alexander, quando combattè nelle forze alleate. Compì diverse traversate ed esplorazioni in diversi continenti e negli anni cinquanta si dedicò anche alla cinematografia in qualità di produttore e cineasta conseguendo diversi premi come: al “Festival di Cannes” nel 1951 con “Magia Verde” un’esplorazione del Mato Grosso, seguito nel 1955 dal lungometraggio “Continente Perduto” e successivamente dal David di Donatello e l’Oliver d’Or con il documentario “La Muraglia Cinese” del 1957. Sua fu anche la trasvolata aerea fino a Buenos Aires, insieme a Maner Lualdi, con il biplano Grifo-Ambrosini ribattezzato, per l’occasione, “Angelo dei Bimbi” per raccogliere i fondi per l’Opera Don Gnocchi. Fu un uomo di grande successo sia nel privato che nel pubblico, purtroppo dimenticato sia dai suoi concittadini che dalle istituzioni milanesi (…come la maggior parte degli esploratori italiani). Un ictus lo paralizzò (il peggior male che gli potesse capitare) e il 29 dicembre del 1977 morì a San Michele di Ripalta nella sua tenuta, dove ora è stato allestito dalla figlia Emilia un bellissimo museo nella ex-scuderia.
Noi, in questo sito, lo ricordiamo anche perché fu un esploratore artico.
“Uhi tì Martinoni, cosa fai di bello quest’estate?” “Non verresti con me a fare una caccia all’orso in Groenlandia?”.
E’ con questa provocatoria proposta che Leonardo Bonzi parte il 17 luglio del 1934 da Milano-Linate con quattro amici: Franco Figari, Leopoldo Gasparotto, Gherardo Sommi Picenardi e Gigi Martinoni per la prima Spedizione Italiana in Groenlandia. Sono esploratori che si adatteranno a vivere sui ghiacciai della Groenlandia per il doppio del tempo previsto, senza più viveri e nell’incertezza o forse nella disperazione di non vedere comparire all’orizzonte la baleniera Njali, che ritornerà a recuperarli dopo ben dodici giorni dal giorno prefissato. Durante la spedizione, eseguono la topografia della costa, delineando con competenza ghiacciai inesplorati, sopra la punta Brewster nel fiordo Scoresby (Groenlandia orientale), chiamandoli ghiaccio Milano, Roma, Genova, Brescia ….
Dal Diario:
17 luglio: Milano –Copenaghen
22 luglio: da Copenaghen a Reykjavick
31 luglio: da Reykjavick (con la baleniera Njali) a Capo Brewster
19 agosto: arrivo a Capo Brewster – Scoresby
29 agosto: rientro dai ghiacciai, la nave Njali non c’è
1 settembre: piove a raffiche, la nave non arriva
2 settembre: piove senza tregua, viene distribuita l’ultima sigaretta
3 settembre: piove e nuove nubi si addensano
4 settembre: viene costruito un muricciolo attorno alla tenda
5 settembre: le condizioni del tempo non accennano a mutare
6 settembre: la tempesta continua
7 settembre: e la nostra nave?
8 settembre: si vede all’orizzonte la Njali
10 settembre: la baleniera attracca. Il Comandante afferma. “Credevamo foste tutti
morti”
17 settembre: partenza
24 settembre: arrivo a Milano
Roma: riconoscimenti dal Re Vittorio Emanuele III
Curiosità: nella loro esplorazione utilizzarono la slitta che il mitico norvegese
Fridjof Nansen lasciò dopo l’attraversamento della Groenlandia. (La slitta oggi è
conservata nel Museo di Copenaghen).
Nel 1935 ricevettero il Falcone d’Oro dal Governo Danese

BIOGRAFIA curata da Bruno Bocchi