Giugno 2012 – Putorana Plateau

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Il National Geographic del Novembre 2000 contiene un articolo intitolato: “Eterna Russia, spedizione sui Monti Putorana”. La fotografia di apertura del servizio ritrae un uomo nudo di spalle che si getta nelle acque gelide di un lago sotto un cielo plumbeo, la didascalia della stessa inizia così: “In una terra aspra e impietosa…”. Impietosa, ecco ciò che più mi ha colpito di tutto l’articolo, non avevo mai associato prima quell’aggettivo ad una terra. Sono passati 12 anni ma alla fine siamo riusciti ad organizzare una spedizione in questa terra meravigliosa e dura, sì dura è l’aggettivo giusto, più ancora che impietosa, per descrivere l’ambiente del Putorana. Spedizione vera la nostra, in un ambiente estremo e incontaminato, condita da alcune disavventure per fortuna senza gravi conseguenze.

 


 

RACCONTO

Il punto di incontro era fissato a Krasnoyarsk, nel sud della Siberia dove nel pomeriggio la temperatura superava i 30°C. Il tempo per gli ultimi preparativi e il giorno seguente a bordo di un vecchio Antonov abbiamo raggiunto l’insediamento di Svetlogorsk, appena sopra il circolo polare artico. Piccolo centro isolato nel bel mezzo della taiga più fitta e affacciato sul lago Kyreiskoye ha ragione di esistere solo per la redditizia industria del legno. Il piccolo aeroporto con la pista sconnessa e le costruzioni fatiscenti ci fanno subito capire che d’ora in poi dovremo scordarci le comodità della moderna Krasnoyarsk. Ad attenderci sulle rive del lago l’hovercraft che sarà il nostro mezzo di trasporto per la settimana a venire; non lo sappiamo ancora ma l’hovercraft sarà anche e soprattutto motivo di apprensione. E’ ormai il tramonto quando saliamo a bordo e la nostra avventura ha finalmente inizio, destinazione una piccola isola al centro del lago dove monteremo il campo e passeremo la notte su di un letto di colorati e soffici muschi e licheni. Siamo a circa 200 Km in linea d’aria da Norilsk, una delle zone più inquinate del pianeta, ma qui l’aria che si respira è purissima. Fortunatamente i venti predominanti verso occidente spingono l’inquinamento nella direzione opposta.
Giorno dopo giorno risaliremo un intricato sistema di fiumi e lunghi laghi fino a raggiungere la Riserva Naturale del Putorana, area sotto la protezione dell’UNESCO. La caratteristica che rende questo territorio unico al mondo è la presenza di un altopiano basaltico solcato da valli occupate da lunghi e stretti laghi (oltre 25000); noi utilizzeremo proprio i laghi e i fiumi per spostarci. Dal fondo valle è possibile raggiungere il brullo altopiano attraversando dapprima zone di fitta taiga camminando sui morbidi muschi, che se per dormire sono comodissimi rendono invece il cammino estremamente faticoso in quanto si sprofonda ad ogni passo, e poi inerpicandosi sui ripidi fianchi delle montagne. Raggiunto l’altopiano lo spettacolo è grandioso, una distesa infinita di valli e montagne tronche ancora innevate, la tundra con i suoi magnifici fiori, i laghi cristallini e le innumerevoli cascate. Rimarrà nella nostra memoria una splendida escursione iniziata all’alba e terminata al tramonto….e anche oltre, durante la quale seppure ormai senza acqua ed esausti, abbiamo raggiunto l’altopiano e fatto ritorno da una valle attigua superando alcune pareti di roccia, intricatissimi tratti di foresta, zone paludose e infine percorso un tratto di spiaggia con evidenti e freschissime orme di Orso Bruno. In pochi giorni abbiamo sperimentato il sole e la pioggia, il caldo umido (ebbene sì, in alcuni momenti il caldo è stato anche fastidioso….) e il vento freddo, la nebbia e i cieli cristallini, milioni di zanzare e la splendida danza dei Girfalchi. Come dimenticare i pochi, solitari e stralunati esseri umani incontrati, isolati nel bel mezzo del nulla, ma pronti a passarci un pasto o una banya…ovviamente in cambio di una congrua quantità di vodka. Quasi dimenticavo…la vodka mi ha ricordato che all’inizio di questo racconto ho parlato delle apprensioni causate dall’hovercraft…penserete ma che cosa c’entra la vodka con l’hovercraft? C’entra eccome in quanto la famosa bevanda Russa al Putorana può essere tranquillamente utilizzata come merce di scambio e quindi essere molto utile se si rimane senza carburante, soprattutto se questo succede a centinaia di chilometri dal centro abitato più vicino e per di più in diverse occasioni. Se poi questo non dovesse bastare a creare abbastanza incertezza ci ha pensato il motore a tenerci sulle spine per un’intera giornata non volendone sapere di ripartire…
Il Putorana è per pochi privilegiati e dopo esserci stati si può dire senza timore di essere smentiti che rimarrà così ancora per molto tempo, il Putorana è una terra dura!


MAPPA DEL VIAGGIO

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FOTO E IMMAGINI